NO AGLI SCERIFFI SENZA DISTINTIVO.

NO AGLI SCERIFFI SENZA DISTINTIVO – Emergenza Coronavirus
La figura dell’assistente civico sta prendendo forma proprio in queste ore, e le news che filtrano da Roma non sono per nulla rassicuranti. Per noi associati, da sempre parte attiva nel volontariato, la neo figura di vigilanza civile proposta, in un contesto complesso come quello del malessere sociale ed economico causato  come effetto del covid-19, rappresenta una vera e propria bomba sociale. Il bando che ad ora prevede un reclutamento volontario, per cui senza alcun vero criterio socio- economico, rischia di dar vita a vere e proprie ronde tra cittadini  che si tradurrà in una caccia all’untore con discrezionalità tutte da definire. L’associazione Paolab trova tale norma incostituzionale, in quanto lesiva delle libertà individuali e collettive delle persone,  nonché inopportuna nei confronti della popolazione che con gravi privazioni ha reso possibile in tantissimi casi il contagio zero, con oltre cinquanta giorni di quarantena esemplarmente eseguita. Auspichiamo sostanziali modifiche, poiché l’egregia mansione di portare a casa la spesa agli anziani o inabili, è in tutta la sua drammaticità una foglia di fico per mascherare – malamente -, l’innesco di uno stato di polizia senza ufficiali. Qualora non avvenga il rigetto di tale norma, auspichiamo che la cittadinanza e chi la rappresenta sappia continuare a riconoscere e a riporre  fiducia nei cittadini e nelle forze dell’ordine, e giammai in sorveglianti della domenica reclutati  per adempiere a compiti inquietanti.

Dalla parte dei lavoratori, dalla parte dei diritti.

Sapevamo che se da una parte la grande crisi scatenata dal COVID – 19 avrebbe messo a dura prova la nostra socialità e la nostra economia, dall’altra ci avrebbe offerto una grande opportunità per ridisegnare la nostra società.  A tal proposito l’associazione PAOLAB intravede nelle proteste pacifiche ma persistenti dei braccianti agricoli, un appuntamento con la storia per l’intera nazione. Il COVID – 19 ha riportato alla luce la questione decennale della filiera alimentare, e con essa la piaga del caporalato. Per questo motivo ci stringiamo fraternamente intorno ai braccianti agricoli che sorreggono la catena di produzione.

Il governo, che ha un ex bracciante agricola nel ruolo di ministro proprio all’agricoltura, colga l’occasione di promuovere una visione umanista, cercando di superare la riforma agraria del 1953.

Non basteranno provvedimenti emergenziali o di carattere transitorio; la questione dei diritti non segue scadenze, ed il divenire umano ci insegna che la lotta degli uomini per ottenere migliori condizioni di vita non si fermerà.braccianti-sfruttati-pomodori